Chiesa dei Santi Cosimo e Damiano

La chiesa dei Santi Cosimo (o Cosma) e Damiano è in realtà conosciuta in paese come chiesa di Santu Gorme. Da un punto di vista architettonico la chiesa non ha elementi di particolare bellezza; all'interno, al contrario, si conserva un affresco dell'artista Diego Asproni, che ha realizzato un'opera anche all'interno della chiesa di San Francesco. Questo affresco rispetto alla Chiesa di San Francesco è più ricercato, presenta elementi di maggiore particolarità. A differenza di San Francesco, dove l'opera è stata realizzata alle spalle dell'altare, qui l'affresco si trova sui due lati della chiesa, a circa quattro metri d'altezza.

Sul lato sinistro troviamo la raffigurazione della passione dei Santi Cosimo e Damiano, divisa in due arcate. La prima racconta il loro supplizio, la seconda la loro condanna. Cosimo e Damiano erano due medici, che vissero nell'odierna Turchia, nella provincia della Cilicia, e furono condannati per la professione della religione cristiana nel 303 d.C. con l'Editto di Diocleziano, il quale decise di eliminare tutta la frangia cristiana. Il governatore di allora decise di condannare i due medici a morte, imponendone la lapidazione, visibile nella prima parte dell'affresco sulla sinistra. Si notano infatti le pietre con delle tracce di sangue. Sopravvivono miracolosamente alla lapidazione e proprio per questo verranno martirizzati. Cosimo e Damiano avevano tre fratelli: la prima punizione nei loro confronti sarà appunto la loro uccisione tramite decapitazione, il passo successivo sarà la decapitazione di Cosimo e Damiano. Anche in questo affresco si nota la "sarditas" dell'autore, che inserisce elementi propri caratteristici del contesto sardo. Nell'affresco si notano infatti la chiesa di San Pietro, il paese di Onanì sullo sfondo all'interno delle mura, e anche quello di Bitti. Gli strumenti appesi nell'arcata fittizia sono quelli utilizzati dai santi in vita, essendo strumenti propri dei medici, risalenti al periodo romano. Si nota poi "la loriga", un elemento circolare tipico presente all'esterno delle case fino a qualche decennio fa, utilizzato per legare gli asini.

Nell'affresco sul lato destro si parla invece della figura dei santi da un punto di vista letterario. Essendo dei medici, l'autore ha voluto dedicare questa parte dell'affresco alla loro figura. Una parte dell'affresco raffigura un crollo in una miniera sarda, dove sono morti sia donne che bambini. L'autore è molto legato alla vita in miniera, avendo lavorato per lungo tempo all'interno delle miniere di Lula. Ha quindi voluto immaginare i medici che vanno in soccorso dei bambini e delle donne seppelliti nella miniera, riuscendo a salvarli. La seconda parte identifica invece la figura del medico associata al volontariato, come quello prestato dai familiari e dalle persone vicine ad un parente malato.

Si può quindi sintetizzare l'opera identificando la parte sinistra dell'affresco con la raffigurazione della passione dei Santi Cosimo e Damiano e la parte destra dedicata invece e descrivere la figura del medico.